“Food for inclusion”, a Pollenzo un progetto per fornire competenze e strumenti lavorativi ai rifugiati
Riceviamo e pubblichiamo direttamente dalla newsletter dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

Il progetto, coordinato da Maria Giovanna Onorati, docente di Sociologia all’UNISG, e realizzato con il supporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha durata annuale (gennaio- dicembre 2018) e mira a favorire l’empowerment lavorativo di rifugiati e richiedenti asilo, offrendo loro una formazione qualificata nel campo della gastronomia.
Il programma si è aperto il 12 marzo all’UNISG con una formazione destinata ad operatori e formatori operanti all’interno di una rete di associazioni e cooperative variamente distribuite sul territorio italiano, che lavorano stabilmente con i rifugiati e con gli SPRAR, i cui progetti educativi prevedono anche l’utilizzo della gastronomia per favorire lo sviluppo di competenze e la valorizzazione dei talenti dei rifugiati.
Le organizzazioni beneficiarie di questo primo segmento sono state:
DALLA VALLE D’AOSTA: Trait d’Union s.c.s.; La Sorgente Cooperativa Sociale.
DAL PIEMONTE: Crescereinsieme (SPRAR provincia di Alessandria); Cooperativa Maramao di Canelli (AT); Cambalache (SPRAR comune di Alessandria); Cooperativa Momo (SPRAR comune di Cuneo); Diaconia Valdese (SPRAR comune di Torre Pellice, Torino).
DAL LAZIO: Progetto Gustamundo, Roma.
DALLA PUGLIA: Associazione Culturale Origens con progetto Ethnic Cook, Bari.
La formazione si svolge nel FOODLAB, la cucina professionale dell’Ateneo pollentino attrezzata come spazio di co-working.
Partecipano al progetto anche altri partner importanti come Eataly, Slow Food, la Bottega Local, il Migranti Film Festival, l’Ascom di Bra, Kairos Solutions.

Ad aprile e maggio seguiranno i corsi dedicati specificamente ai rifugiati e richiedenti asilo, improntati alle tecniche di cucina, alle cucine meticce, alle tradizioni gastronomiche dal mondo.


